Come fare un catalogo d’arte o di prodotti

Puoi farlo da solo anche senza speciali capacità tecniche.

Recentemente ho vistato un bellissima mostra alla biblioteca Marciana di Venezia, Giardini e virtù medicinali, realizzata in collaborazione con l'università di Ca' Foscari. Si tratta della storia della collaborazione tra artisti e ricercatori medici sulle virtù delle piante medicinali. Bellissimi i disegni:

illustrazione pienta medicinale

All'uscita della mostra c'è il bookshop della biblioteca. Ho chiesto il catalogo, ma... non c'era! In realtà ho scoperto poi che esiste un "libretto" in pdf, bilingue e abbastanza esaustivo, ma l'addetta al bookshop non lo sapeva e i visitatori se ne andavano delusi.

Poco tempo dopo ho saputo che una amica antropologa ha curato una mostra su un tema simile:  "Scuola delle Erbe - Etnografie di erbe native e paesaggi in cambiamento ". Mostra a cura di Elisa Bellato a Valdobbiadene . Anche qui niente catalogo per poco budget  e tempi molti stretti.

Questo succede molto spesso in giro per l'Italia, nelle piccole istituzioni che hanno pochi

mezzi, come musei periferici, biblioteche centri culturali e anche gallerie d'arte.

Serve un grosso lavoro per curare una mostra. Senza un catalogo tutto questo lavoro viene in gran parte dimenticato quando la mostra chiude.

Non è poi necessario produrre sempre cataloghi di lusso con stampe pregiate che costano una fortuna e si vendono in poche copie. Spesso può essere sufficiente produrre un catalogo digitale, in PDF o Ebook, che può essere venduto a prezzi molto accessibili, oppure distribuito gratuitamente se la mostra è stata finanziata con contribuiti pubblici. Questo garantisce la memoria del lavoro svolto.

Se già esistono i materiali che servono - testi e immagini -  un catalogo online si può fare facilmente e in poco tempo, eventualmente completandolo con una buona introduzione, un bibliografia, i crediti e quant'altro serva.

Ma a questo punto come si fa? Serve un professionista dell'editoria? Un esperto informatico? Un gruppo di lavoro?

No, non servono. Una persona con media competenze di base in informatica può fare tutto da sola e anche abbastanza velocemente. Vediamo come.

Strumenti professionali per produrre cataloghi di alta qualità

Ne accenno soltanto perché questi sono sofware che  richiedono un periodo di apprendimento relativamente lungo e almeno le nozioni di base sull'impaginazione professionale e le tecniche si stampa. Vale la pena di impegnarsi con questi strumenti solo se la produzione di cataloghi è un lavoro frequente e se è necessario andare in tipografia per la stampa. Tra i più diffusi troviamo Adobe In Design e Scribus.

Adobe In  Design

https://www.adobe.com/it/products/indesign.html

E' uno standard di mercato. Abbastanza costoso. È ampiamente utilizzato nell'industria editoriale, pubblicitaria e di stampa per la produzione di riviste, brochure, libri, manifesti, opuscoli e altri materiali di stampa. InDesign è uno strumento essenziale per i professionisti del design e della produzione editoriale. E' molto ricco di funzionalità e versatile.  Si integra molto bene con tutti gli altri strumenti Adobe per la grafica e in fondo è di utilizzo abbastanza "amichevole".

Scribus

https://www.scribus.net/

E' un valida alternativa Open Source  ai software commerciali. Ha funzioni avanzate per la creazione di materiali di stampa e pubblicazione digitale.

 Tra le altre cose Scribus:

  • permette un precisa gestione dei caratteri e stili;

  • supporta la grafica vettoriale e le immagini bitmap che poi possono essere manipolati all'interno del programma;

  • Il layout di pagina è avanzato. permette di posizionare immagini, testi e oggetti in modo estremamente preciso e creativo all'interno del documento;

  • gestisce i colori quadricromia CMYK per la stampa tipografica e RGB, cose essenziali per la produzione di materiali destinati alla stampa professionale.


Tutto questo con un sofware assolutamente gratuito, senza limitazioni, usabile da desktop. Potenza del modello Open Source. Non è poco.

La relativa difficoltà di apprendimento iniziale si fa perdonare presto. Io l' ho usato per fare il catalogo di un piccolo festival di cinema che gestisco da tempo. Ho creato un "gabbia" editoriale, cioè un semplice modello di pagina (non sono un grafico) e poi ho importato testi e immagini preparati in precedenza. Ecco come vengono le pagine interne:

Canva e Norion

Sono diversissimi servono per scopi diversi. Sono strumenti facili da usare. Il tempo di apprendimento è minimo se hai una familiarità di base con l'informatica. Canva è più adatto per la stampa anche se non ha la precisione millimetrica tipica dei software tipografici. Notion è più adatto per archivi un line o in locale sul tuo dasktop.

Canva

https://www.canva.com/

Canva è forse il più noto al modo ambiente di creazione grafica online, con oltre 100 milioni di utilizzatori. Ha una versione gratuita che consente di ottenere facilmente buoni risultati e una versione a pagamento per chi ha esigenza più sofisticate.  

  • Uno dei suoi pregi principali è la disponibilità di una vasta gamma di modelli grafici già pronti, ma facilmente personalizzabili, per realizzare grafiche di ogni genere: locandine, manifesti, guest book per gli affitti brevi, post per Instagram, Facebook e altri social, e così via;

  • ti mette a disposizione una notevole libreria di risorse grafiche, tra cui immagini, icone, illustrazioni, sfondi e modelli di design, che possono essere utilizzati gratuitamente o a pagamento per arricchire i tuoi progetti.

  • hai a disposizione una ampia gamma di font, in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza;

  • puoi caricare le tue immagini che andranno a comporre la tua libreria personale;

  • puoi esportare i tuoi file in vari formati, anche in un unPDF di alta qualità adatto per la stampa in service grafici o in tipografia (i PDF non sono trutti uguali).

 Come si vede Canva è uno strumento buono per tutti gli usi, non specifico per la grafica editoriale e la creazione di cataloghi. Puoi però facilmente utilizzarlo per questo scopo sfruttando i modelli pronti e replicabili. Se il tuo catalogo non ha 200 pagine e tutte diverse, Canva va bene. Ecco un esempio tratto dalla versione PRO per singoli professionisti, che costa sui 110 euro/anno.

catalogo arte

In questo caso il catalogo è impaginato come slide e ciascuna pagina è duplicabile e personalizzabile. Puoi vedere questo template qui. assieme ad altri gratuiti.

Un' altra cosa interessante è che con Canva si possono anche realizzare brevi promo video, anche in forma di slide con scritte animate, utili per promuovere la mostra sui social.

Archivio di immagini con Notion

Con Notion puoi creare un vero archivio e non un semplice catalogo di immagini. La differenza è sostanziale.

Ecco un esempio:  Venezia gli eredi di una tipografia storica molto nota dispongono di migliaia di cartoline storiche che documentano un centinaio di anni di storia della città. Vorrebbero catalogarle, ma i software specializzati per i cataloghi dei musei e biblioteche sono costosi, rigidi e complessi da usare.

Le categorie da usare per classificare le cartoline sono di questo tipo:
Relative al formato:

  • Retro indiviso
  • Retro diviso
  • Formato segnalibro
  • Con pieghi

All’interno di queste le subcategorie possibili:

  • Vedute veneziane
  • Vedute località varie
  • Temi veneziani
  • Pubblicitarie ( a loro volta suddivise: alberghi, ristoranti, bar, eventi, ecc.)
  • WW1
  • WW2
  • Altre patriottiche
  • Riproduzioni d’arte (suddivise per serie/ecc.)
  • ecc.

Ecco che cosa si ottiene con pochi passaggi, anche guidati dall'AI interna.

 

Impara a usare Notion con facilità

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In sintesi

Canva va più che bene, anche sua versione gratuita per cataloghi non troppo  voluminosi e se vuoi avere flessibilità per produrre anche brochure, locandine, manifesti, inviti, flyer, slide e brevi video, ma Canva non è un data base e quindi va bene solo per cataloghi molto limitati e pensati per la stampa.

Con Notion invece puoi creare uno o più data base, anche collegati tra loro, che ti permettono di catalogare un numero virtualmente illimitato di immagini, di classificarle con criteri anche complessi, di arricchire le informazioni in molti modi diversi e di creare viste diverse del catalogo per "estrarre" solamente le immagini che soddisfano i tuoi criteri di ricerca.